Renato Pozzetto: le battute più divertenti e memorabili dei suoi film

Divertente, a tratti esilarante e pure protagonista di numerose commedie italiane con cui siamo cresciuti e che ci hanno regalato un sacco di risate. Renato Pozzetto è una colonna portante della comicità nostrana e per omaggiare il suo umorismo, ma anche le sue doti recitative, qui su Spike TV (canale 49 del digitale terrestre) abbiamo deciso di organizzare una bella rassegna cinematografica dedicata ad alcune delle sue migliori pellicole.

Il ciclo Viva Renato! parte su Spike l’11 dicembre e vi aspetta tutti i martedì sera. I film in programma sono Ricky e Barabba (in onda l’11 dicembre alle 21.30), Questo e quello e È arrivato mio fratello (trasmessi il 18 dicembre dalle 21.30), Da grande e Un povero ricco (la sera di Natale a partire dalle 21.30). Nell’attesa, andiamo intanto a riscoprire alcune delle battute e delle frasi più memorabili pronunciate da Renato Pozzetto al cinema nel corso della sua carriera. Taac.

#1 Ricky & Barabba

Ricky: “Io appena sveglio devo prendere una spremuta di pompelmo doppia per bruciare i grassi.”
Barabba: [guardandogli la pancia] “Ma perché, te bruci grassi?”
Ricky: “Vabbè, si fa per dire…”

“Ci deve pur essere qualcosa di bello nella povertà, altrimenti non ci sarebbero così tanti poveri!” (Ricky Morandi)

#2 È arrivato mio fratello

“Devi cogliere la mela quando la palla al balzo è matura.” (Raffaele)
“Raccontale la tua vita spericolata: parlagli delle tue inalazioni…” (Raffaele a Ovidio)
Ovidio: “Ma ti chiami Benson? Ti sei sposato?”
Raffaele: “Ma che sposato! È un nome d’arte! Raf Benson, altro che Ceciotti! Non senti che goduria: “Ecco a voi Raf Benson!”. Tac, vien giù il teatro! Applausi! Eh.”

#3 Da grande

“Chissà se ci sono degli altri bambini che diventano grandi così di colpo. Quello lì avrà cinque anni. Forse tutti i bambini che sono sfortunati da piccoli diventano grandi prima degli altri. Eppure non è mica tanto difficile: io ho detto «Voglio diventare grande» e son diventato grande: non ho dovuto dire nessuna formula magica. Forse sono io che sono magico, e se dico che voglio diventare un elefante, divento un elefante.” (Marco)

#4 Questo e quello

“Ero alle prese con una storia che si ispirava alla nostra storia, vedi? Qui lui crede di morire e di vedere la Madonna, invece dice: «Eh, la madonna!»” (Giulio)

#5 Un povero ricco

Eugenio: “Potrei avere un bicchier d’acqua, per cortesia?”
Il barista: “Minerale?”
Eugenio: “No, grazie. Normale, dal rubinetto. Ecco, grazie. Basta così, grazie. Me la macchia, per cortesia? Anzi, faccio io: metto un po’ di latte per mandar via quel saporaccio di cloro… Capisce?”
Il barista: “No…”
Eugenio: “Ecco, vede, adesso non sa più di cloro. Adesso sa di latte, però, e il latte senza zucchero non è buono… e allora metto un po’ di zucchero, eh, e adesso sarà molto meglio sicuramente: non mi piace il latte senza zucchero… Mmmh, adesso è perfetto. Buonissimo!”
Il barista: “Amico! Bevi ed esci. E quando passi da queste parti è meglio che passi sull’altro marciapiede. Chiaro?”
Eugenio: “Chiarissimo, senz’altro. C’è un bar anche di là? Grazie, arrivederci. Grazie.”

#6 Il ragazzo di campagna

“Ma è possibile che tutte le volte che muore un gatto tu mi cucini il coniglio?!?” (Artemio)

Madre di Artemio: “Ma sü un po’ di alegria! Il buon giorno si vede dal mattino.”
Artemio: “E infatti, io sto caricando letame… poi trasporto il letame… poi spargo il letame… praticamente una giornata di merda!”

Artemio: “Mamma è una brava ragazza, è diplomata!”
Madre di Artemio: “Allora l’è un putanun!”

“Ecco qua: tavolo ribaltabile, taac… sedia rotante, taac… posto per commensali che non ci sono, taac… tovaglia metro… taac tac, tac tac… piatto Fabriano, tovagliolo extra strong, bicchiere di plastica, taac… vino cartonato, taac… spaghetti pronto uso, contorno surgelato, taac… tonno e grissini per tagliarlo, taac, tac. Ah, questa si che è vita… taac…” (Artemio)

#7 7 chili in 7 giorni

“Ha bisogno di calcio: datele da mangiare delle ossa.” (Silvano)

Cantante lirica: “Cosa ne pensa se io, come la Callas, ingerissi un verme solitario?”
Silvano: “Mh… che schifo! E poi per lei ci vorrebbe un cobra!”

#8 Grandi magazzini

Valsecchi: “E il cane? Dov’è?”
Cliente: “Ancora paura del cane? Glielo ho detto, è tranquillo! L’ho fatto anche castrare!”
Valsecchi: “Ma signora, ma io il cane non ho mica paura che mi inculi, eh… Ho paura che mi morda!”

#9 Infelici e contenti

“Eh be’ ci sono le porte… le finestre… il tetto…” (Aldo) [frase usata per descrivere il Duomo di Milano, l’albergo, Portofino e casa sua]

#10 Le comiche

“Quindi immagino anche niente messa cantata, niente fiori, niente addobbi, niente opere di bene. Per me va benissimo, però l’avverto che in questo caso il funerale rischia veramente di diventare una cosa triste.” (Renato)

#11 Le comiche 2

“È il comandante che vi parla, stiamo volando abbastanza… direi alti, ad una certa velocità, la temperatura al suolo è… abbastanza discreta e la visibilità… direi buona.” (Renato)

#12 Lui è peggio di me

“Il matrimonio è un’esagerazione, come uno che ha fame e si compra un ristorante.” (Luciano)

Scroll to top