Niki Lauda: l’intervista a Top Gear in cui parla dell’arrivo in Ferrari e dell’incidente

La notizia della sua morte ci ha messo addosso una grande tristezza. Niki Lauda è stata una delle figure cardine della Formula 1 e ogni appassionato di questo sport, e più in generale di automobilismo, non può che piangerne la scomparsa.

Per omaggiare il grande pilota austriaco, tre volte campione del mondo di Formula 1, abbiamo scelto di ripescare una bella, e molto intima, intervista che Lauda ha rilasciato al sito ufficiale di Top Gear.

Nel corso della chiacchierata, avvenuta nel 2013 all’indomani dell’uscita di Rush, il film di Ron Howard che racconta della rivalità tra Niki Lauda (interpretato da Daniel Brühl) e James Hunt (Chris Hemsworth), Niki ha avuto modo di affrontare vari argomenti.

 

Riguardo a come appare all’interno della pellicola, il pilota insisteva su come in realtà lui fosse meno serio e freddo: “Io so essere emotivo. Ma ho anche tutto sotto controllo e riesco ad analizzare le cose in maniera appropriata. Quello che mi fa impazzire è l’eccessivo parlare. Mi piace rendere la mia vita semplice. Vado dritto al punto. Se un errore l’ho fatto io, è il mio errore. Nel mondo dei motori impari a ottenere il miglior risultato nel più breve periodo di tempo. È una cosa che si applica anche alla vita. Sii più rapido degli altri. E non fare errori. Anche se le cose vanno male, preparati a trovare una nuova strada, piuttosto che imbarcarti in un inutile viaggio emotivo”.

L’arrivo in Ferrari

A proposito del suo approdo in Ferrari, avvenuto nel 1974 dopo gli esordi in Formula 1 con March e BRM, ricorda: “‘Se la Ferrari chiama, non dimenticarti di dirmelo’. Era uno scherzo ricorrente. È una cosa che dicevo sempre quando lasciavo il mio piccolo ufficio di Salisburgo. Sono tornato un martedì e la mia segretaria ha detto: ‘La Ferrari ha chiamato’. ‘Non scherzare,’ le ho risposto. ‘No, sul serio, qualcuno chiamato Monteprezelo, o qualcosa del genere…”. L’ho chiamato, sono andato a Maranello, ho visto il Vecchio Uomo e ha detto: ‘Voglio che guidi per me’. Perché? ‘Perché sei davanti a Ickx (ex pilota di Formula 1 belga nda) e sei uno sconosciuto e nessuno sa perché sei così veloce…’”.

Il terribile incidente

Con Top Gear, Niki Lauda ha anche avuto modo di parlare del suo drammatico incidente del Nürburgring nel 1976, che lo ha lasciato sfigurato in volto, e del suo successivo veloce ritorno sulle scene. Il campione ha dichiarato: “Ho sempre saputo dei rischi che correvo. Ogni anno, qualcuno rimaneva ucciso. Ti diverti a guidare queste auto così tanto da correre questo rischio? Oggi non è lo stesso. Quando ho avuto quell’incidente, non ne sono rimasto sorpreso. Perciò non mi sono mai lamentato o lagnato. […] Poi c’era una semplice domanda: il piacere di guidare è ancora forte, o mi voglio ritirare? Una volta che la forma fisica è ritornata, sono andato a correre ascoltando della buona musica e ho pensato: mi ritiro una volta per tutte, o combatto la paura, supero l’incidente e torno in pista? Dopo l’incidente, non mi sono mai preoccupato di come apparivo. Era com’era. […]. È un aspetto reso molto bene nel film, devo dire. L’orrore. Ho finalmente capito come la gente a quel tempo si dev’essere sentita. All’epoca non m’importava. Io correvo in macchina!”.

Siete interessati a saperne di più? Potete leggere l’intervista completa in inglese sul sito di Top Gear.

Vedi anche:

Scroll to top