Un weekend senza BUTAC – Bufale un tanto al chilo.

Il blackout è durato solo il tempo di un weekend lungo, ma il colpo alla libertà d’espressione resta. Per circa quattro giorni, il sito “Bufale un tanto al chilo” non è stato raggiungibile all’indirizzo Butac.it, dove al suo posto campeggiava la scritta: “Sottoposto a sequestro preventivo”. La pagina web, che dal Duemilatredici si occupa di debunking, ossia di verifica delle notizie diffuse in rete e via social network, è stata sequestrata dal gip del Tribunale di Bologna su richiesta del pm Augusto Borghini, in seguito ad una querela per diffamazione per un articolo pubblicato tre anni fa dal titolo: “L’oncologo olistico e l’autoguarigione”. A spiegare le ragioni del sequestro era stato, sulla propria pagina Facebook, il blogger bolognese Michelangelo Coltelli, fondatore di Butac, il quale aveva comunque manifestato fiducia in una positiva evoluzione del caso. Al centro della vicenda, un medico iscritto all’albo, l’oncologo Claudio Pagliara, promotore della medicina olistica, il quale si era rivolto ai magistrati per denunciare il sito che confutava le sue tesi. Con il provvedimento della Procura di Bologna, è rimasto oscurato il solo presunto articolo diffamatorio. Soddisfazione è stata espressa dalla Federazione nazionale della stampa, che aveva sottolineato l’assoluta sproporzione fra l’oscuramento del sito e la presunta diffamazione contenuta in un solo articolo. “Qui – aveva denunciato la Fnsi – è in gioco la libertà di manifestazione del pensiero garantita dalla Costituzione”.

Scroll to top