Start up italiana d-orbit debutta nello spazio cinese

Nello spazio si parlerà sempre più spesso cinese. Entro il 2024 la Cina punta a mandare in orbita la sua stazione spaziale e intorno ai programmi governativi è cresciuta una fiorente industria privata delle stelle.
La notizia non è sfuggita alla D-Orbit, startup comasca nata nel 2011, specializzata in sistemi di lancio e posizionamento dei satelliti, che punta a questo ricco mercato.
Porta la sua firma un dispositivo per rimuovere gli apparecchi giunti alla fine della loro missione, che era valso ai creatori di D-Orbit il soprannome di spazzini del cielo. E recentemente, la start up ha anche brevettato un sistema per trasportare più apparecchi contemporaneamente: una navetta per nanosatelliti cubici, InOrbit Now, che permette di trasportare in orbita con un solo lancio più dispositivi e di posizionarli nel punto prestabilito.
Per questo D-Orbit ha firmato un accordo con Commsat, una società cinese dell’industria dello spazio che sarà affiancata dalla sturt up italiana nella costruzione e nella spedizione in orbita di nanosatelliti Cubesat. Commsat lancerà decine di satelliti per le telecomunicazioni e il sistema di D-Orbit servirà a costruire la costellazione.

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