Samantha Cristoforetti e l’intervista fantasma e promesse di matrimonio che salvano la vita

Lezioni spaziali per bufale molto terrestri. Una testata X pubblica un’intervista firmata da una giornalista X con l’astronauta Samantha Cristoforetti. Purtroppo, però, l’intervista è falsa, anche se fortunatamente innocua: le presunte risposte, prese da alcune note biografiche, sono piene di frasi fatte e poco credibili. Del tipo: “Desideravo con tutta me stessa raggiungere lo spazio, volevo ammirarne il panorama”. AstroSamantha se ne accorge e scatta la prima lezione: chiama l’Agenzia spaziale europea e, attraverso di essa, chiede non di cancellare l’articolo ma d’inserire una nota chiarificatrice. Ma il giornane preferisce far sparire l’intervista. Scatta allora la lezione numero due: Cristoforetti scrive una lettera aperta con la quale sbugiarda il fake ma senza far nomi, né annunciare querele. Mi parrebbe “di rispondere con un missile a chi mi ha tirato un sassolino”, chiosa con eleganza. Quindi, un finale da incidere sulla pietra: “Prendo atto delle scuse private ricevute”, ma “è con chi la legge che deve scusarsi. E con i suoi colleghi e colleghe, per aver contribuito ad affievolire la già poca fiducia nella qualità del giornalismo”.

Questa invece è una storia d’amore vero con la A maiuscola e coronata con il matrimonio: è quella tra un paziente in attesa di trapianto e la sua infermiera che prima gli ha donato un rene e poi è diventata sua moglie. I due si conoscono cinque anni fa nella corsia di un ospedale a Pisa, quando l’insufficienza renale costringe lui a tre sedute settimanali di dialisi. In quel reparto incontra lei e sboccia l’amore. Nel Duemilaquattordici la donna decide di donargli un rene dopo aver scoperto di essere compatibile al novantanove percento. Da quel momento il loro legame si rafforza ulteriormente, fino appunto al matrimonio.

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