Quando la propaganda è a reti unificate

‘Questo è estremamente pericoloso per una democrazia’.
Quasi 200 stazioni televisive in America unite per mettere in guardia i telespettatori sull”irresponsabile epidemia di notizie a senso unico nel Paese’, puntando al controllo dei fatti e contro ‘fake news’ e ‘fake stories’, ricalcando in qualche modo le frequenti dichiarazioni del presidente Trump.
E in tempi come questi l’iniziativa poteva avere anche un suo perché.
Peccato però che, l’iniziativa stessa, fosse una fake.

Agli impeccabili giornalisti oltreoceano del gruppo Sinclair è stato infatti imposto di recitare un messaggio identico, come prova anche un video montato ad arte dal sito Deadspin.
In quale direzione si muova il Sinclair Broadcast Group non è un mistero: il ‘gigante conservatore’, come lo definisce il New York Times, è molto vicino al presidente Trump e vanta un’enorme presenza a livello locale: possiede o gestisce, infatti, quasi 200 tv locali, che potrebbero aumentare nel prossimo futuro se la proposta di fusione con Tribune Media dovesse passare.
Quanto all’editto delle ‘fake stories’: probabilmente era un modo per screditare il numero sempre minore di concorrenti di Sinclair, almeno quanto lo era per sostenere la visione di Trump.
La buona notizia è che secondo uno studio la propaganda di Sinclair allontana gli spettatori. Quella cattiva, che questa inclinazione dell’azienda non intaccherà i suoi profitti.
Quindi nessun cambiamento in corsa, con buona pace del buon Donald che grida, o meglio, tweetta denunciando fake news ad ogni ora.

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