I millennial diffidano delle bufale e verificano le news?

Navigano su Internet da sempre, adorano social e youtube. Sono i millenial, i nati tra gli anni ’80 e la fine degli anni ’90, e diffidano delle notizie creative e fantasiose, quelle che puzzano di bufala. Lo rileva una ricerca della digital company Teads, dal titolo “In news We Trust”. Lo studio ha esaminato la relazione dei consumatori con i contenuti news e le differenze di percezione tra contesti editoriali di qualità e social media. Nel dettaglio, l’84% degli intervistati tra i 16 e i 34 anni ha dichiarato di ricercare siti più affidabili a causa delle fake news. Una percentuale che scende nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 54 anni e in quella delle persone che hanno più di 55 anni. Il campione degli intervistati preferisce l’informazione online rispetto a quella televisiva.
Anche le suore di clausura si adeguano ai tempi. Computer e telefonini sono strumenti di comunicazione e perché quindi non usare anche i social? Il Vaticano ha stabilito che possono essere usati anche dalle religiose che si chiudono in convento e non hanno contatti con il mondo esterno, come previsto dal più rigido dei voti. Così per le suore di clausura si aprono le porte di Twitter, Facebook e simili, purché il loro utilizzo sia sempre “sobrio e discreto” e non intacchi o svuoti il silenzio della vita contemplativa. E c’è già qualche convento che si è allineato alle direttive.

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