Liberato e la grande fuga… ci pensò Totò Riina

Ad un mese esatto dal concerto sul Lungomare di Napoli, Liberato potrebbe esibirsi a Milano. L’annuncio sul suo account Instragram: stessa grafica, tutto identico. Tranne un particolare: l’assenza del luogo. E anche per questo il condizionale è d’obbligo.
Quello di giugno sarebbe il quarto concerto dal vivo in assoluto di quest’artista avvolto dal mistero: nessuno sa infatti chi sia, che faccia abbia e quale sia il suo passato.
Un passato che comprenderebbe anche una fuga dal carcere organizzata da Totò Riina in persona che, commosso dalle sue poesie, lo avrebbe aiutato ad evadere… con tanto di numero di un amico pronto ad aiutarlo, la certezza che le rime composte sarebbero diventate musica e un nome d’arte: Liberato, appunto.
Ovviamente una bufala. Perché va bene il mistero, ma non si trova alcun riscontro. E Riina era sottoposto a un rigido regime carcerario a Parma. Che nulla ha a che fare con Napoli.

La cabina elettrica? A Imola diventa un’opera d’arte. I muri di otto cabine diventano infatti ‘tele’ per la street art.
‘Tag’, Torre arte graffiti: è questo il nome del progetto con cui il gruppo Hera ha coinvolto artisti italiani e non solo. Assegnando loro diversi temi: i giovani e le loro espressioni artistiche, l’autodromo e il mondo delle corse, l’ambiente, la tradizione, la collettività, la storia e la musica.
E raccontando il contesto: perché ogni cabina trasformata dovrà restituire più che mai le caratteristiche del quartiere che la ospita.

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