Le fake news preoccupano gli italiani.

Almeno è quello che emerge da una indagine condotta da Toluna, società specializzata nel digital market research e insight on demand. Condotta su un campione di 500 persone, sull’utilizzo dei vari media nel quotidianO, la ricerca mette in luce che gli italiani consumano maggiormente Internet, quindi televisione poi social network, app di messaggistica, radio ed infine quotidiani. Risultati, però, che variano in base alle età.
Ma lo scenario cambia radicalmente quando si indaga sulla fiducia che si ripone sulle notizie di politica e di cronaca: sul gradino più alto sale la tv. Fiducia vicino allo zero, invece, per le app di messaggistica.
L’online genera qualche incertezza. E forse proprio per questo quasi 3 italiani su 4 sono preoccupati per il dilagare delle fake news.
E in caso di conflitto tra due versioni su diversi media? Su tutti fa fede la tv. Ancora una volta Social e messaggistica si classificano ai minimi livelli. Anche tra le fasce più giovani
Il postino, si dice, suona sempre due volte. Ma a casa Bergamaschi a Bonemerse, nel Cremonese, ha suonato con 74 anni di ritardo. Bruno, classe 1925, era un soldato che, all’indomani dell’8 settembre, come altri giovani aveva aderito alla Repubblica sociale. E ai genitori, il 13 aprile 1944, aveva scritto per far sapere che era vivo. Ma nonostante i francobolli e i timbri postali, la sua cartolina non era mai arrivata a destinazione. Il motivo? Spiegato in una frase annotata sul retro: ‘Non recapitato per mancanza della bicicletta’.
Ma ora la cartolina è finalmente stata restituita, o almeno una riproduzione. E a consegnarla a Bruno è stato l’architetto, novello postino, Angelo Garioni, che l’ha scovata da un collezionista di Milano.

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