L’Australia? È a due passi dall’Inghilterra…

L’Australia, quali koala e canguri? È solo un enorme campo di concentramento inventato molti anni fa dal governo inglese per compiervi le esecuzioni dei criminali appositamente lì deportati. Lo sostengono i cosiddetti Terrapiattisti della Flat Earth Society, un movimento nato intorno all’idea che la Terra sia, appunto, piatta. Con buona pace di Pitagora e dei suoi seguaci nei secoli fino ad oggi. Ma, si sa, c’è un social per tutto e su uno di questi è stata pubblicata la seguente teoria, in breve divenuta virale: “L’Australia non esiste – vi si legge – Tutto quello che chiamate prove sono in realtà bugie fabbricate dai governi di tutto il mondo. Se pensate di essere stati in Australia, vi sbagliate. In realtà, siete stati su isole vicine o in Sud America e quelli che avete incontrato sono solo attori”. Insomma, è il caso di dire, bufale senza confini. Rendere un sistema agricolo completamente biologico non è cosa semplice che si ottiene dall’oggi al domani ma, qui è la bella notizia, si può fare. A patto di avere alle spalle una forte volontà politica. Il mondo occidentale, che tanto parla di lotta a pesticidi e plastiche, dovrebbe guardare al Sikkim, piccolo Stato dell’India tra le montagne dell’Himalaya, il cui governo, quindici anni fa, decise di eliminare l’uso di sostanze chimiche fertilizzanti. Ebbene, pur tra mille difficoltà, l’iter si è concluso tre anni fa e la riuscita della transizione si deve al primo ministro dello Stato Pawan Kumar Chamling, in carica dal ’94. Il resto del mondo lo seguirà?

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