La dichiarazione d’indipendenza? è incitamento all’odio!

Gli algoritmi di Facebook non sentono ragioni: non gli andate a genio? E loro vi stoppano: out, via, fuori! Chiunque voi siate. Compresa, ed è questo il caso, la Dichiarazione d’indipendenza americana, che si è vista bollare una sua parte come discorso d’incitamento all’odio. E, come tale, impubblicabile. Com’è potuto succedere? Ebbene sì, è successo: perché nella patria del politically correct quell’estratto non aveva passato il filtraggio del social network, allertato dalla presenza della definizione “selvaggi indiani”. La Dichiarazione era stata ripubblicata a puntate dal “Vindicator”, piccolo giornale del Texas, in vista della festa americana del quattro luglio, ma l’algoritmo, implacabile, ha sospeso in automatico la parte contenente quelle parole, senza riconoscerne il contesto. L’assurdo è fortunatamente durato solo per un giorno: quelli di Facebook, infatti, sono intervenuti ammettendo l’errore dell’algoritmo e ripristinando il post. Momento di riscatto morale per la fama dell’Istituto Bachelet-Maiorana di Santa Maria a Vico, nel Casertano, dopo l’episodio dell’inverno scorso, quando uno studente sfregiò con un coltello il volto di una professoressa. Francesco, un ragazzo autistico, ha infatti affrontato con successo l’esame di maturità, scatenando applausi e pianti collettivi dei presenti, e soprattutto dell’insegnante di sostegno Michele Vozzella. La madre del ragazzo ha girato un video della prova e la dirigente scolastica lo ha pubblicato su un social. “Mi sono permessa di condividere il video – ha commentato la preside – perché, come si sente dall’audio, la sua bravissima mamma desidera che faccia il giro del mondo, in aiuto alla causa dei ragazzi speciali come Francesco”.

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