La bufala delle pillole abbronzanti

Pelle lucida e mani untuose. E’ il piccolo prezzo da pagare per ottenere una pelle ambrata, usando creme solari con la protezione contro i raggi UV, per evitare eritemi, scottature e tumori della pelle ma niente scorciatoie. Non esistono pillole abbronzanti, è ufficiale. A togliere ogni credibilità alle compresse che promettono abbronzatura, acquistabili facilmente online è stata la Food and Drug administration, il cui commissario Scott Gottlieb ha tuonato: “questi prodotti mettono la salute dei consumatori a rischio, dando un falso senso di sicurezza che possano prevenire scottature o arrossamenti causati dal sole”. Non solo, dalla FDA sono partite durissime lettere di richiamo alle aziende che commerciano le sedicenti pillole abbronzanti. Ogni anno finiscono nella pattumiera delle famiglie inglesi circa 700 sterline in cibo, soprattutto frutta e verdura che si pensa sia avariata ma in realtà è ancora commestibile. Per combattere gli sprechi alimentari, nel regno di Elisabetta la catena della grande distribuzione Tesco bandirà la data di scadenza. A stabilire se un prodotto è avariato o meno sarà il buon senso dei consumatori. Il “best before” sparirà dal settanta per cento dei prodotti freschi preconfezionati della linea a marchi Tesco. Mentre non saranno eliminate le avvertenze ‘da consumare entro…’ obbligatorie per gli alimenti che oltre una certa data rischierebbero di diventare meno sicuri per la salute dei consumatori.

Scroll to top