La bufala del movimento punk finanziato dall’URSS

Dal mare magnum della rete spuntano news che puzzano di fake come questa: la nascita del movimento punk negli anni ’70, sarebbe stato finanziato dall’ex Unione Sovietica. A riferirlo alla tv nazionale russa è stata l’ex spia del KGB, Alexandrei Varennikovic Voloshin. Secondo l’ex agente segreto, l’URSS finanziò le band più importanti: dai Sex Pistols ai Clash. La motivazione? Indurre la gioventù occidentale a buttarsi sul nihilismo con un atteggia-mento anti establishmen e anti-americano. L’intervista di Voloshin è stata rilanciata come fresca da worldnewsdailyreport.com. In realtà l’articolo era già comparso a maggio 2017 sulla pagina Facebook di The Church of the Punk. E la prima diffusione dell’intervista dell’ex spia risalirebbe all’aprile 2015. Snopes.com, specializzato nel rintracciare e castigare balle che girano in rete, ha rivelato che l’intervista dell’ex spia è una bufala vera e propria. Alla fine il sito che l’ha pubblicata ha fatto dietro front e ha disconosciuto la notizia.

In un mondo che sembra non poter fare a meno dell’uso della plastica qualcosa si muove per limitarne l’uso tra i consumatori. Ad Amsterdam il supermercato biologico Ekoplaza, ha inaugurato il primo reparto completamente plastic-free, composto da 680 prodotti tra carne, riso, salse, latticini, frutta e verdura, tutti confezionati in imballaggi biodegradabili, vetro o carta. Un esperimento che si allargherà presto anche negli altri 74 market della catena olandese. «E’ un modo innovativo di testare i biomateriali compostabili che offrono un’alternativa più rispettosa dell’ambiente» ha spiegato alla stampa il ceo di Ekoplaza, Erik Does.

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