Insieme contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

Non un male di oggi, ma che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Artefice della ‘prima fake news’, quel serpente astuto, di cui parla la Genesi, che che portò alle tragiche conseguenze del peccato
Nel suo messaggio, Papa Francesco, parte proprio da qui per affrontare il tema che sta avvelenando il mondo dei social media. E non solo.
E mette in guardia dal fenomeno, capace di manipolare le scelte politiche e far dilagare l’odio e l’arroganza, la cui ‘efficacia’ è dovuta in primo luogo alla natura mimetica cioè alla capacità di apparire plausibile.
Se l’uomo segue il proprio orgoglioso egoismo – dice Bergoglio -, può fare un uso distorto anche della facoltà di comunicare, come mostrano gli episodi di Caino e Abele e della Torre di Babele.
Francesco richiama anche al ‘profondo e attento discernimento’, insomma a ‘non abboccare’, e invita a ‘lasciarsi
purificare dalla verità.
E lancia un appello alle responsabilità del giornalista, che, svolge una vera missione:
quella di ricordare, nella frenesia delle informazioni e nel vortice degli scoop, che al centro della notizia non ci sono la velocità nel darla e l’audience, ma le persone.
Quindi l’invito a quel ‘giornalismo di pace’, che non è un giornalismo ‘buonista’. Al contrario. Un giornalismo ostile alle falsità, a dichiarazioni roboanti; un giornalismo fatto da persone per le persone.

La libertà di essere se stessi e difendere la propria identità sessuale, è ancora una conquista lontana anche se passi avanti ne sono stati fatti. Nei confronti di omosessuali, transgender e bisessuali, si abbatte ancora troppo spesso la scure del pregiudizio, del bullismo, della violenza verbale, psicologica e anche fisica. Per questo, il 17 maggio, si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, istituita nel 2007 dall’Unione europea proprio per condannare le discriminazioni che ancora moltissime persone subiscono sulla base del loro orientamento sessuale.
Anche il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2011 ha approvato la sua prima risoluzione a favore del riconoscimento dei diritti LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) esortando tutti i paesi che non l’hanno ancora fatto a promulgare al più presto leggi di tutela dei diritti LGBT. Ma ancora oggi, le relazioni omosessuali costituiscono reato in 72 paesi del mondo, in molti di questi sono puniti con il carcere, fustigazioni ed esecuzioni capitali. In Italia si calcola che siano oltre un centinaio i casi di omotransfobia che avvengono ogni anno, secondo un dossier dell’Arcigay.

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