Il ponte crolla? Colpa del femminismo

Nell’universo delle fake news capita di tutto. Addirittura di sostenere che un ponte è crollato per colpa del femminismo. Dopo il collasso del passaggio pedonale di Miami, che un mese fa uccise sei persone, diversi siti di notizie americani hanno diffuso la bufala secondo la quale la sciagura era avvenuta perché i lavori erano stati affidati a una ditta “gestita da donne”. Donne, sottinteso, impegnate in altre questioni più che nella sicurezza delle opere.
Secondo il sito Squawker, il numero elevato di donne nella compagnia “ha condannato il progetto al fallimento”. E, citando
una manager che aveva parlato sul “tocco artistico” che le donne riescono a dare nella costruzione, un’altro sito aveva affermato: a lei interessava solo che i ponti fossero belli.
In realtà la MGM, ditta costruttrice del ponte, è proprietà di cinque fratelli maschi, che la gestiscono. E che hanno condannato in modo categorico la fake.

E’ di un ricercatore italiano cresciuto in Africa, Enrico di Minin, l’ultima idea per combattere il contrabbando di avorio e diamanti, e traffico di animali. Consiste in un algoritmo che serve a scoprire sui social network le contrattazioni illegali di corno di rinoceronte, zanne di elefanti e specie protette. Questo perché questi traffici illegali avvengono sempre di più su Facebook, Twitter e Instagram, più che nei mercati tradizionali.

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