Complottisti pubblicano fotomontaggio dei bimbi migranti morti

Per raccontarvi questa fake vi mostreremo immagini forti. Intanto ricostruiamo la vicenda: il ventinove giugno è naufragato un barcone con oltre 120 migranti. Sono morti in 100, tre cui tre neonati. Un’agenzia fotografica internazionale ha diffuso le foto del recupero dei tre piccoli corpi. Ore dopo hanno cominciato a circolare in rete alcune foto che mettevano in dubbio la veridicità degli scatti. Il tutto accompagnato da illazioni sulla volontà delle Ong (di Soros, alcuni si sono spinti a scrivere) di accendere i riflettori sul tema dei migranti. Non solo, è stato messo in dubbio che si trattasse di bambini veri. Bambolotti, hanno scritto. Evidenza dedotta dalla rigidità delle braccine. Peccato che ad essere un fake erano proprio le foto dei post. Erano dei fotomontaggi, venuti anche male. Qualcuno ha scontornato i soccorritori e un bambino morto dalla foto originale e li ha incollati sulla foto dell’interno di uno studio fotografico. Peggio del fotomontaggio solo i commenti degli utenti che ci hanno creduto.

Per correre al riparo dalla diffusione incontrollata delle bufale in rete il colosso di Zuckerberg ha inaugurato in alcuni paesi, tra cui l’Italia, un sistema per misurare l’affidabilità dei media. E’ il Newsfeed. E’ fondato su due parametri: un punteggio assegnato dagli utenti sulla base di due domande che il social propone ai naviganti (‘Conosci questo sito?’ e ‘Quanto lo ritieni affidabile?’) e sulla combinazione delle opinioni degli utenti con elaborazioni prodotte da algoritmi di Facebook. Gli algoritmi, a loro volta, si basano su molti elementi: dal numero di like e alle condivisioni. Le fonti indicate come affidabili verranno visualizzate per prime e il sistema sarà continuamente aggiornato in base alle risposte raccolte da un campione di utenti della community.

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