Balle Spaziali e il drone ai raggi-x

Fake: balle spaziale
Nello spazio gli esseri umani già adulti possono crescere ulteriormente di statura? Sì, ma non troppo. Il sassolino nello stagno lo aveva lanciato un testimonial assolutamente credibile, ovvero un astronauta che proprio in questo momento lo stava sperimentando su stesso: il giapponese Norishige Kanai, che è in orbita dal diciannove dicembre scorso a bordo della Stazione spaziale internazionale, aveva raccontato di essere cresciuto di ben nove centimetri in tre settimane. Il tutto, aveva spiegato via social, grazie all’assenza di gravità, che favorirebbe l’allentamento delle vertebre della colonna l’una dall’altra e, di conseguenza, la crescita di statura del corpo. Il dibattito, prevalendo un certo scetticismo in campo scientifico e non solo, era subito scattato. E gli stessi compagni di spazio di Kanai lo avevano invitato a procedere ad una nuova misurazione. Che infatti aveva rivelato stavolta una crescita di soli due centimetri e non nove. A conferma che la teoria a monte, contemplata anche dalla Nasa, non era del tutto sballata, ma andava mantenuta in certi limiti: nello spazio, è vero, il corpo umano subisce gli effetti dell’assenza di gravità, ma non nelle proporzioni sognate, forse, da Kanai e, in ogni caso, solo per il tempo di permanenza in orbita. Quindi, in buona fede o meno che fosse, il buon Kanai l’aveva sparata grossa.

Good: Quando il drone vede sottoterra
Scendendo ad altezze più terrene, ecco la buona notizia del giorno, scovata questa volta grazie ad un drone: opportunamente attrezzato con una termocamera ad alta sensibilità termica, infatti, ha permesso ai geologi dell’Università di Camerino di rilevare sul terreno dell’area archeologica di Selinunte, nel Trapanese, alcune anomalie termiche spiegabili con la presenza di strutture sepolte risalenti a circa duemilasettecento anni fa. Le immagini termiche, in pratica, hanno rivelato nel terreno perfetti disegni geometrici che circondano i resti del cosiddetto Tempio M, ora collocato lungo la sponda destra del fiume Selino, ma in origine sull’estremo promontorio occidentale della laguna. Insomma, per vederci più a fondo nel sottosuolo, è stato necessario andare alti nel cielo. E non è una fake.

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