Oscar 2019, che serata per Green Book e Rami Malek!

Chi si aspettava dei premi Oscar 2019 prevedibili e deludenti sarà rimasto deluso. Nonostante l’assenza di un conduttore, a causa dell’abbandono di Kevin Hart travolto dalle polemiche per alcuni suoi vecchi tweet omofobi, si è assistito a uno show ricco di momenti emozionanti e di colpi di scena.

Una sorpresa su tutte? Il premio più ambito, quello di miglior film. La statuetta non è andata al grande favorito della vigilia, Roma, bensì a Green Book.

 

La pellicola con Viggo Mortensen e Mahershala Ali, quest’ultimo premiato anche come miglior attore non protagonista, racconta l’amicizia tra un buttafuori italoamericano e un talentuoso musicista di colore. Un lavoro che affronta il delicato tema dell’integrazione razziale negli Usa degli anni ’60, con riflessi assolutamente attuali e in grado di unire commozione e risate, e che ha conquistato l’Academy.

Alfonso Cuarón si può consolare con i tre premi comunque prestigiosi assegnati al suo Roma: miglior regia, miglior film straniero e miglior fotografia. Anche se è innegabile che resta tra i delusi della serata, così come il lavoro in costume La favorita, che è riuscito a trasformare in statuetta una sola tra le sue 10 nomination, quella a Olivia Colman come miglior attrice protagonista. Una categoria in cui l’interprete britannica ce l’ha fatta a superare sia la veterana Glenn Close, alla sua settima candidatura personale ma ancora con “zero tituli”, che la stella di A Star Is Born, Lady Gaga.

La popstar si è comunque rifatta nella categoria per la miglior canzone, Shallow, con cui si è aggiudicata l’Oscar, e che ha inoltre proposto live in un duetto molto intimo con Bradley Cooper. Tra i due l’intesa sul palco è sembrata talmente intensa che qualcuno pensava avrebbero chiuso l’esibizione con un bacio.

 

Lui ha però saggiamente deciso di trattenersi, anche perché tra il pubblico era presente pure la sua compagna, l’affascinante supermodella Irina Shayk, che di certo non l’avrebbe presa bene.

Serata regale per Bohemian Rhapsody

Tra i grandi protagonisti della serata ci sono stati sicuramente anche i Queen. La band britannica ha dato il via alla serata con Adam Lambert come vocalist, con un’apertura all’insegna del rock.

Il biopic campione d’incassi sul gruppo di Freddie Mercury, Bohemian Rhapsody, è inoltre stato il titolo più premiato dell’edizione degli Oscar di quest’anno, con ben 4 awards portati a casa: miglior montaggio, miglior montaggio sonoro, miglior sonoro e miglior attore protagonista con Rami Malek.

Sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles, Rami ha fatto un discorso di ringraziamento molto sentito: “Abbiamo girato un film su un omosessuale, immigrato, che ha vissuto impudentemente, e il fatto che questa sera stiamo festeggiando lui e la sua vita è la prova che abbiamo bisogno di storie come questa. […] Mio padre era egiziano. Sono un americano di prima generazione e parte della mia storia la sto scrivendo ora”.

Lui stesso era così emozionato che poco dopo aver ricevuto la statuetta dorata è caduto all’interno dell’auditorium. Dopo essere stato prontamente soccorso e sottoposto ad accertamenti medici, si è per fortuna ripreso e nel backstage ha spiegato ai giornalisti: “Tenere questa statuetta nella mia mano destra è al di là di ogni aspettativa mia e probabilmente anche della mia famiglia”.

Rami Malek agli Oscar 2019

L’immancabile polemica

Come in ogni buona serata di premiazione che si rispetti, si veda l’ultimo Festival di Sanremo, non è mancato anche uno strascico di polemiche. A sollevarle è stato Spike Lee, premiato con il suo BlackKkKlansman per la miglior sceneggiatura originale, che non ha apprezzato per niente l’Oscar di miglior film andato a Green Book. All’annuncio della sua vittoria si è alzato in piedi agitando le mani e ha cercato di lasciare il teatro, fermato da alcuni addetti alla sicurezza, e durante la conferenza stampa post premiazione ha manifestato il suo disappunto. Anche questo però fa parte dello spettacolo.

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