Io speriamo che me la cavo: come sono oggi gli alunni della storica III B

Nel 1992 esce nelle sale italiane “Io speriamo che me la cavo” e fin da subito riscuote un enorme successo.
Il film, ormai considerato un cult del cinema italiano, è la trasposizione cinematografica dell’omonimo libro, scritto da Marcello D’Orta. Il protagonista è un professore delle elementari ligure, interpretato da Paolo Villaggio, che, a causa di un errore di battitura, si ritrova ad insegnare in una classe formata da una “quattordicina-sedicina” di pesti: la III B.

Quale parabola preferisci? Svolgimento. Io, la parabola che preferisco è la fine del mondo, perché non ho paura, in quanto che sarò già morto da un secolo. Dio separerà le capre dai pastori, una a destra e una a sinistra. Al centro quelli che andranno in purgatorio, saranno più di mille migliardi! Più dei cinesi! E Dio avrà tre porte: una grandissima, che è l’inferno; una media, che è il purgatorio; e una strettissima, che è il paradiso. Poi Dio dirà: “Fate silenzio tutti quanti!”. E poi li dividerà. A uno qua e a un altro là. Qualcuno che vuole fare il furbo vuole mettersi di qua, ma Dio lo vede e gli dice: “Uè, addò vai!”. Il mondo scoppierà, le stelle scoppieranno, il cielo scoppierà, Corzano si farà in mille pezzi, i buoni rideranno e i cattivi piangeranno. Quelli del purgatorio un po’ ridono e un po’ piangono, i bambini del limbo diventeranno farfalle e io, speriamo che me la cavo.

 

Io speriamo che me la cavo va in onda questa sera alle 21.15 su Spike, canale 49 del digitale terrestre.

Da quel 1992 sono passati ben 26 anni, ed ecco come sono cambiati alcuni dei ragazzi che hanno interpretato gli alunni della III B.

#1 Adriano Pantaleo (Vincenzino)

#2 Ciro Esposito (Raffaele)

#3 Luigi Lastorina (Totò)


#4 Mario Bianco (Nicola)


#5 Dario Esposito (Gennarino)


#6 Pierfrancesco Borruto (Peppiniello)


#7 Marco Troncone (Giustino)


#8 Ilaria Troncone (Flora)


Sinossi de “Io speriamo che me la cavo”

Marco Serpelli, maestro elementare, per un errore burocratico viene trasferito in provincia di Napoli, anziché in Liguria. In attesa di chiarire l’equivoco, si reca a Corzano a prendere servizio. Ma i bambini, impegnati per la maggior parte nel lavoro nero, non anno a scuola; il bidello fa borsa nera di carta igienica e la diretrrice è impegnata in mille attività che tutto riguardano, tranne la scuola. Sperelli, dopo varie vicissitudini, riesce a riportare i bambini a scuola, ma a quel punto…

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