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Attenti alla pesca a Londra: nel Tamigi ci sono anguille “cocainomani”

Se passate dalle parti di Londra, vi consigliamo di stare attenti nel caso vogliate dedicarvi alla pesca. Nelle acque del Tamigi è infatti possibile trovare delle anguillecocainomani.

 

Il motivo? Secondo quanto riportato da uno studio effettuato dall’università di Londra King’s College, le anguille presenti nel fiume cittadino risultano particolarmente iperattive. Una conseguenza degli effetti della cocaina.

Proseguendo nella loro inchiesta, i ricercatori del King’s College hanno osservato che nelle acque del Tamigi finiscono molte droghe consumate dai cittadini, che arrivano negli scarichi attraverso le urine. Londra è la città in cui il consumo di cocaina è il più elevato di tutta l’inghilterra. Stando a uno studio compiuto dal Centro di monitoraggio europeo per le droghe e la dipendenza nel 2015, la capitale del Regno Unito è in assoluto anche la città europea che detiene il record di maggiore contenuto di coca negli scarichi.

Gli effetti sulle anguille

Dalle urine di chi fa uso di droghe alle anguille il passo è breve. Secondo i biologi, gli effetti su di loro sarebbero per altro simili a quelli rilevabili sugli esseri umani. A confermarlo è una ricerca compiuta all’Università Federico II di Napoli, secondo la quale la cocaina produce effetti fisici evidenti nel cervello, nei muscoli e nelle branchie. Inoltre aumenta i livelli dell’ormone dello stress, il cortisolo, che induce il consumo di grasso, di cui le anguille non possono fare a meno, visto che sono abituate a spostarsi su lunghe distanze.

 

La situazione italiana

E in Italia? Il primato del consumo di coca nel nostro paese va a Milano. Uno studio compiuto dall’Istituto Mario Negri nel 2011 aveva rilevato che venivano consumati 330 kg all’anno, il doppio rispetto alle statistiche nazionali, e diverse tracce erano state trovate nel depuratore del quartiere di Nosedo. Secondo le ricerche più recenti, che risalgono a circa un anno fa, nei corsi d’acqua del capoluogo lombardo sono state trovate 2 tonnellate e mezzo di farmaci, 1,6 quintali di droghe, quasi mezza tonnellata di prodotti chimici, più nicotina, caffeina e altro. Forse quindi anche la pesca milanese non è del tutto da consigliare…

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